Cos’è la kundalini? Il suo risveglio

Cos’è la kundalini? Dove si trova? Come si attiva e come riconoscere quando è bloccata? In questo articolo voglio parlarvi di questa sacra sorgente di energia e accennare anche della kundalini yoga, di come influisce sul tantra e della kundalini shakti.

Il termine kundalini deriva dal sanscrito e veniva usato in dei testi relativi alle tradizioni tantriche. Significa “addormentata” “inattiva” “dormiente” “inconscia” “sopita”. La sua prima menzione è nel Tantrasadbhāva del VIII secolo. Simboleggia l’energia, la coscenza primordiale che dalla nascita fino (probabilmente) alla morte resta latente. Attorcigliata alla base della nostra spina dorsale. E’ lei la fonte della nostra stessa vita. Secondo lo yoga, è questa energia che permette al bambino di formarsi nel grembo della madre. Al momento della morte questa energia si srotola per tornare alla fonte.

Ci si riferisce alla kundalini come a un serpente addormentato e attorcigliato alla base della spina dorsale. Kṣemarāja nel tantrasadbhāva scrive: “all’interno giace nel sonno, in forma di serpente addormentato e non ha coscienza di nulla. Questa Dea, dopo aver immesso nel grembo i quattordici mondi insieme con la luna il sole i pianeti, cade in uno stato di obnubilamento come di chi è offuscato dal veleno. È risvegliata dalla suprema risonanza naturale di conoscenza, [nel momento in cui] è scossa, o Eccellente, da quel bindu che sta nel suo grembo. Si produce infatti uno scuotimento nel corpo della Potenza con un impetuoso moto a spirale. Dalla penetrazione nascono per prima i punti splendenti di energia. Una volta levata Essa è la Forza (kalā) sottile, Kuṇḍalinī.”

Nella citazione viene nominata la Dea. La Kundalini infatti, è uno dei molti nomi della sakti. La kundalini quindi resta in stato dormiente fino a quando il corpo non giunge alla morte oppure, fino a quando non viene stimolata.

Attivazione della kundalini

L’attivazione della kundalini quindi, può avvenire anche grazie a diverse pratiche spirituali. Può anche accadere che non sia voluto il suo risveglio ma si manifesti in seguito ad alcuni eventi della vita. Si può risvegliare il modo lento oppure, in modo travolgente. Non tutti vivono nello stesso modo l’attivazione della kundalini e per molti può tramutarsi in un’esperienza spaventosa. I cambiamenti che mette in atto sono moltepliic e possono occorrere anni prima di saper gestire ciò che è avvenuto.

Quando la Kundalini si sveglia attraversa Susumhna, la più importante nadi del nostro sistema energetico. Intorno a lei si attorcigliano già due serpenti energetici, Ida e Pingala, altre due nadi importantissime che rappresentano le energie maschili e femminili.

In occidente questa cosa del risveglio del serpente cosmico viene un po’ sottovalutata e spesso presa alla leggera. Purtroppo la nostra mentalità è quella del “tutto e subito” ed ecco che c’è chi arriva a credere nel giro di poco tempo di aver conseguito un simile traguardo (che poi traguardo non è, visto che è piuttosto un nuovo inizio).

Il risveglio della kundalini non è una cosa da prendere alla leggera. Quando accade infatti vengono innescate reazioni molto potenti e si manifestano sul piano fisico, psicologico e spirituale. C’è chi sente una forte creatività e un’energia infinita e c’è chi invece è completamente privato di ogni energia. Il risveglio della Kundalini può provocare agitazione, visioni, scosse vibrazionali e molto altro.

Kundalini Yoga

Yoga come probabilmente sapete significa unione. Si riferisce a quell’unione che vede coinvolti Siva con Kundalini. Lei risvegliandosi, sale su per la colonna vertebrale, alla cui base normalmente dorme attorcigliata. Arriva alla sommità del capo dove invece risiete Siva. Ecco che la persona sperimenta la liberazione. Nello yoga così come nelle tradizioni tantriche, lo scopo è quello di liberarsi dal ciclo di rinascite.

Quando Kundalini e Siva si uniscono, avviene la liberazione. Finalmente l’individuo abbandona il suo ego indivisuale e si riconosce come parte, come soggetto universale. E’ libero così di abbandonare il ciclo delle rinascite. Tutto questo viene visto dall’adepto come l’apertura dei chakra. Perché nella tradizione i chakra sono sempre inattivi. Rappresentati quindi da fiori di loto chiusi su se stessi. Il passaggio della Kundalini ne provoca l’apertura.

Kundalini, rappresentazione del serpente

La Kundalini nel suo aspetto dormiente rappresenta il nostro inconscio, le nostre energie oscure e velenose che restano sopite. Quando tali energie sono sveglie e vengono dominate, offrono un vero potere. Non bisogna sorprenderci se nella maggior parte dei testi, la kundalini viene appunto raffigurata come un serpente. Un animale che da sempre rappresenta e simboleggia una forza misteriosa, occulta e pericolosa.

Il serpente però è anche un importante simbolo di trasformazione. Questo soprattutto perché muta la sua pelle. Perciò sta a rappresentare anche l’illuminazione.

In occidente il concetto di Kundalini associato al serpente è arrivato grazie a Sir John Woodroffe. Un magistrato britannico nella Corte suprema del Bengala che scrisse sotto lo pseudonimo di Arthur Avalon un libro intitolato “il potere del serpente”. Lui era infatti un grande appassionato di tantrismo. Le tradizioni tantriche vennero diffuse in massa grazie a lui. Fu sempre lui a presentare i chakra e gli strati del corpo tantrico. Suscitò l’interesse negli occidentali, portandoli a voler conoscere meglio anche l’induismo.

La kundalini arrivò ad affascinare anche Carl Jung, noto psicoanalista che non ha certo bisogno di presentazioni. Andò infatti alla ricerca di paralleli tra questa energia latente e l’inconscio. Nonostante apprezzò molto il concetto di kundalini e ritrovandoci diverse corrispondenze con le sue teorie, credeva che il risveglio di questa energia potesse portare a essere completamente sommersi dalle forze dell’inconscio.

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