Equilibrare i 7 Chakra con il Reiki

Uno dei possibili trattamenti Reiki è quello dell’equilibratura dei chakra. In questo articolo quindi, oltre a spiegarvi appunto come si svolge questo tipo di trattamento e quali sono i benefici, ho deciso di parlarvi anche dei sette chakra, lasciando comunque al futuro possibili approfondimenti sui centri energetici del corpo umano.

Come forse già sapete, la parola chakra deriva dal sanscrito e vuol dire “ruota o vortice”. Sono più di tremila i punti del corpo dove sono identificati questi centri, ma solo sette di questi vengono riconosciuti come i principali e quindi trattati dal Reiki. Potete vederli nell’immagine qua sotto

chakra

Come si svolge l’equilibratura dei chakra con il Reiki?

Come per qualsiasi trattamento Reiki, la prima cosa che dovete fare è comunicare con il vostro reiki-terapeuta e informarlo di eventuali malattie o condizioni fisiche particolari. Questo colloquio vi aiuta anche a rimanere a vostro agio con la persona che effettuerà su di voi il trattamento.

Dopo dovete sdraiarvi. Alcuni terapeuti preferiscono usare i classici materassini bassi, quelli da yoga. Altri scelgono di lavorare usando i lettini da massaggi. Secondo alcuni, il trattamento deve essere effettuato senza alcun vestito addosso, coprendo con una salvietta le zone intime per una questione di pudore. Altri invece, trattano il paziente completamente vestito, chiedendo solo di togliere oggetti metallici e scarpe. Il mio consiglio è questo, prima di prenotare e trovarvi eventualmente in situazioni imbarazzanti, informatevi su quella che è l’idea del vostro terapeuta. Personalmente non mi è mai capitato qui in occidente di veder richiedere alla persona che si sottopone al trattamento di spogliarsi completamente.

Superato questo piccolo ostacolo, e supponendo che siete rimasti tranquillamente vestiti, cercate di tenere gli occhi chiusi così da restare rilassati. Intorno a voi comunque le luci sono soffuse, l’ambiente è tranquillo e se lo trovate piacevole, troverete ad attendervi anche incensi che bruciano e candele accese, magari con una musica rilassante di sottofondo.

Il terapeuta parte con la centratura. Cioè poggerà le proprie mani sul proprio cuore, così da avviare il trattamento. Dopo passerà per tre volte le mani sopra di voi ma senza toccarvi, partendo dal capo e raggiungendo i piedi. Questo trattamento preliminare è conosciuto come “accarezzamento dell’aura”. Lo farà di nuovo alla chiusura del trattamento. A questo punto inizia il trattamento per equilibrare i sette chakra. 

Per tutto il trattamento l’operatore non tocca il vostro corpo ma si mantiene sempre a una distanza di alcuni centimetri. E’ l’energia infatti che viene trasmessa. Una seduta può durare dai trenta minuti ai sessanta. Il terapista può scegliere tra diversi metodi ma lo scopo è sempre il medesimo, quello di portare equilibrio all’interno della struttura energetica.

Uno dei più usati è il metodo dello specchio. In pratica “appoggiando una mano sul cranio e l’altra all’altezza del bacino, lavora contemporaneamente sul primo e sul settimo chakra. Passa poi agli occhi (sesto chakra) e ombelico (2 chakra). Il terzo passaggio è quello di posizionare una mano sulla gola (5 chakra) e una sullo stomaco (3 chakra). E per concludere il trattamento, entrambe le mani sul cuore.

Altre volte vengono trattati i chakra semplicemente uno per uno, con un trattamento diciamo standard, oppure l’equilibratura è mirata a risolvere un problema in particolare. Questo è il metodo che preferisco. Tutti i chakra vengono messi in comunicazione con il chakra che governa la zona dove si è presentato il problema, il quale può essere di natura fisica o psichica.

Nel caso vogliate risolvere il fatto che non riuscite a comunicare bene con gli altri, il terapeuta metterà in comunicazione tutti i chakra con il quinto, quello della gola. Una mano resta sempre ferma in quel punto, l’altra invece si sposta partendo dal settimo e arrivando al primo.

Cosa sono i sette chakra?

Il concetto di chakra appartiene alla cultura orientale, secondo la quale il corpo umano a sette principali centri energetici. Essi sono visualizzati come dei vortici, il cui colore cambia in base alla zona del corpo dove si trovano. Sono posizionati sia anteriormente che posteriormente e assorbono energia dall’universo, il prana del quale abbiamo bisogno per poter vivere.

Mantenere i chakra in equilibrio è quindi fondamentale. E’ in questi punti che si raccoglie l’energia ed è qui che essa viene messa di nuovo in circolo, permettendo così al corpo fisico e quello sottile di esistere. Quando i chakra funzionano male, così come quando l’aura manifesta delle zone problematiche, il corpo e la mente non funzionano più come dovrebbero ed è necessario agire sul piano sottile prima che i problemi si riversino sul piano fisico.

I chakra non corrispondono ad alcuna zona fisica in particolare, non possono essere ne visti ne toccati. Secondo la cultura indiana, essi si dispongono verticalmente lungo la colonna vertebrale e coincidono con alcuni organi e le loro funzioni. Essi in pratica nascono nel punto di unione di Ida, Pingala e Susumnha, i tre nadi principali, i canali energetici più grandi del nostro corpo.

Quando un chakra viene danneggiato, cioè non lavora più come dovrebbe, subentrano i problemi e l’organo corrispondente inizia ad ammalarsi. Ecco che un trattamento Reiki può essere di grande aiuto in questo caso, ma anche altre terapie o trattamenti come ad esempio la cristalloterapia, la pranoterapia, i fiori di bach, lo yoga, la meditazione, l’agopuntura, la cromoterapia, la musicoterapia, l’aromaterapia e la medicina ayurvedica. Vediamo adesso in breve, i sette chakra principali del corpo umano. 

Primo chakra

1 chakra, conosciuto come Chakra della radice e in sanscrito Muladhara. Si posiziona tra coccige e pube e sta proprio alla base della colonna vertebrale. E’ caratterizzato da un colore rosso intenso ed è il centro energetico più vicino alla materia. Non a caso è collegato al sangue e le ossa.

Muladhara ha come simbolo un fiore di loto dai quattro petali con al suo interno un quadrato. E’ legato all’istinto di sopravvivenza, il desiderio di mettersi al sicuro e sfamarsi, proteggendosi davanti al pericolo. Quando è in squilibrio la persona prova insicurezza, è incosciente e sprezzante del pericolo. Non ha paura di niente e non si perita a fare azioni avventate che rischiano di mettere se stesso e gli altri in situazioni critiche.

Secondo Chakra

2 chakra, conosciuto anche come il Chakra del soffio vitale o Svadhisthana in sanscrito. Si posiziona nella parte bassa del ventre, sopra gli organi genitali. A livello fisico Svadhisthana è legato all’apparato riproduttore maschile e femminile, esso infatti controlla anche l’atto riproduttivo visto però non solo come un mero atto fisiologico per la sopravvivenza della specie, ma un atto di piacere.

Il secondo chakra è legato all’elemento acqua ed è rappresentato dal colore arancio. Ancora una volta vediamo l’istinto di sopravvivenza, ma questa volta muove il desiderio di trovare il proprio posto all’interno della comunità e della famiglia. E’ il chakra della vitalità, del movimento e dell’amore per la vita. Quando è in squilibrio vi è uno strano rapporto con il sesso, ma possono manifestarsi anche disturbi dell’alimentazione, emotività eccessiva e paura dell’acqua.

Terzo Chakra

Il terzo chakra, conosciuto anche come “plesso solare” o in sanscrito Manipura, si trova nella zona alta del ventre. E’ rappresentato da colore giallo e il suo elemento è il fuoco. E’ il centro delle nostre emozioni, qui vengono metabolizzate e analizzate. I problemi irrisolti si somatizzano proprio alla sua altezza ed ecco che non è rara la sensazione di avere come un macigno all’altezza dello stomaco in periodi di forte stress. Questo malessere alla lunga può provocare anche problemi fisiologici come il presentarsi di ulcere, ma anche disturbi come la gastrite o la difficoltà a digerire.

A livello fisiologico Manipura è collegato proprio alla funzione digestiva e tutte le attività del pancreas. A livello psicologico è legato alla consapevolezza dell’ego. Quando il terzo chakra è in squilibrio porta ad un’eccessiva timidezza, alcune volte anche alla passività e il troppo nervosismo.

Quarto Chakra

Il quarto chakra o chakra del cuore, in sanscrito è conosciuto come Anahata. Si trova dietro lo sterno, nella zona dove c’è il cuore. Viene considerato da molti come il centro energetico più importante e infatti, è posizionando le mani alla sua altezza che l’operatore reiki effettua il centramento necessario ad avviare il trattamento.

Anahata governa tutti gli altri chakra e li mantiene in equilibrio. Vale a dire che, quando lo squilibrio colpisce proprio lui, il lavoro da fare è molto più arduo. E’ questa la zona dei sentimenti. Quando c’è uno squilibrio si nota una certa difficoltà a socializzare con gli altri, ma anche la predisposizione a subire continui attacchi di ansia, problemi al cuore e allergie.

Il chakra del cuore è governato dall’elemento aria e viene rappresentato dal colore verde.

Quinto Chakra

Il quinto chakra, cioè il chakra della gola conosciuto in sanscrito come Vishuddha è collocato all’altezza delle clavicole, quindi nella parte bassa del collo. Si trova più o meno all’altezza della tiroide.

E’ il chakra che governa la sfera delle relazioni e della comunicazione. A livello fisico invece, governa la ghiandola tiroidea. Quando è squilibrato la persona non sa comunicare in modo diretto, ha paura di comunicare le proprie emozioni e idee in pubblico. Altre volte parla troppo ed a sproposito. Alcuni sintomi di uno squilibrio è una costante sensazione di soffocamento, problemi di deglutizione, torcicollo perenne e depressione.

Sesto Chakra

Il sesto chakra, conosciuto anche come chakra del terzo occhio o Adjnia, è posizionato proprio al centro della fronte, tra le sopracciglia. Viene ritenuto questo il punto in cui metaforicamente è situato il terzo occhio.

Adjnia è collegato alla ghiandola pituitaria, posizionata al centro del cranio. Esso è collegato a tutte le funzioni della mente, alla chiaroveggenza, il saper vedere oltre le apparenze. Il colore che lo rappresenta è l’indaco. Quando è in armonia la persona è padrona della propria vita, segue la logica ma non si lascia schiavizzare da essa e sa sempre ascoltare anche il cuore. E’ una persona creativa e geniale.

Quando il chakra del terzo occhio è in squilibrio, la persona soffre di disturbi psicofisici, altre volte invece è troppo razionale e si lascia appunto soggiogare dalla logica, cadendo vittima di presunzione.

Settimo Chakra

Il settimo chakra, conosciuto anche come chakra della corona, è posizionato sopra il cranio, all’altezza della fontanella. E’ il nostro collegamento diretto con l’universo, con Dio, il Grande Spirito. La sua ghiandola è quella pineale. E’ rappresentato dal colore bianco ed è connesso all’auto-realizzazione e il sistema nervoso.

Se il primo chakra è quello maggiormente legato alla sfera fisica, questo lo è a quella spirituale. Quando è in equilibrio la persona ha un profondo rispetto per se stessa, conosce la sua strada e la segue senza calpestare gli altri. E’ in armonia con le leggi dell’universo. Quando invece è in squilibrio ci sono vari sintomi ricorrenti, come l’ipocondria, problemi nel restare in equilibrio, frequenti mal di testa, vertigini e manie.

Prossimamente approfondirò di più il discorso dei sette chakra principali, analizzandoli uno per uno qui su Alchimia delle Pietre!

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