Come lavora un cristalloterapeuta?

Oggi grazie all’e-mail di una lettrice mi è venuto in mente che non ho ancora scritto un articolo sulla figura del cristalloterapeuta. Così, eccomi qui a parlarvene un po’, parlando di quello che fa e di quello che non dovrebbe fare. Di quella che potrebbe essere la sua possibile formazione.

Chi di voi segue il blog da un po’ di tempo sa bene che io non sono una cristalloterapeuta, ma proprio come tutti voi, un’appassionata. Da quasi un decennio studio le pietre per passione, le collezione e le testo su me stessa, consigliandole di tanto in tanto alle amiche. E’ nato poi alchimia delle pietre con lo scopo di condividere ciò che ho studiato e quello che giorno dopo giorno imparo su queste bellissime compagne di vita. Dico questo per chiarire subito che l’articolo in questione non nasce da un’esperienza diretta ma piuttosto da quello che ho potuto capire grazie a vari cristalloterapeuti che nel corso della vita ho avuto modo di conoscere.

Di cosa si occupa un cristalloterapeuta?

Come immaginate, il cristalloterapeuta è l’esperto di cristalloterapia. L’arte cioè di curare con i cristalli. Spesso non si occupa solo di questo. Sono tante le persone che si specializzano in più rami del benessere olistico. Ho conosciuto molti cristalloterapeuti che praticavano il Reiki, altri che usavano i fiori di Bach. Così come ne ho conosciuto alcuni che sono medici e in un certo momento della loro carriera, si sono specializzati in queste cure complementari.

Un cristalloterapeuta si occupa di:

  • Fare il riequilibrio energetico con i cristalli
  • Fare sedute di cristalloterapia per lavorare sul piano fisico, mentale, psichico e spirituale
  • Consigliare quale cristallo utilizzare per sbloccare determinate energie e lavorare su un determinato aspetto della propria persona
  • Consigliare, davanti a una diagnosi medica portata alla sua attenzione, quale possibile cristallo può aiutare le terapie mediche iniziate. Come vedremo dopo, non può emettere diagnosi ma davanti a una malattia psichica o fisica accertata dallo specialista di riferimento, può supportare il proprio cliente.
  • Preparare elisir di minerali
  • Offrire una parola di conforto (il lato umano è indispensabile!)
  • Spiegare come disporre i cristalli nell’ambiente per raggiungere l’armonia

Cosa non fa un cristalloterapeuta?

Sicuramente non può fare diagnosi mediche. Magari nel corso della sua carriera ha avuto a che fare con tantissime persone, ognuna con i propri problemi. Ha senza dubbio sviluppato qualche competenza e magari sa riconoscere “a vista” un problema. Fatto sta che non è un medico (nella maggior parte dei casi) e perciò non può eseguire diagnosi. Un buon cristalloterapeuta se ha un qualsiasi sospetto se lo tiene per se però, consiglia al proprio paziente di eseguire accertamenti in merito ai sintomi da lui lamentati.

Un cristalloteraputa non consiglia a un proprio cliente di interrompere le cure mediche. La cristalloterapia non può infatti sostituirle, ma solo supportarle. Ecco che si parla di medicina complementare.

Quale percorso di studi deve aver fatto un cristalloterapeuta?

Proprio come accade per chi decide di diventare terapista Reiki, non esiste un diploma riconosciuto a livello legale. Ciò non significa però che i cristalloterapeuti esercitano professioni illegali. Semplicemente è una professione che può essere esercitata, ma non ci sono titoli di studio che la vincolano.

Chi vuole lavorare come cristalloterapeuta deve aprire partita IVA per emettere regolare fattura e deve farlo come operatore olistico.

I diplomi sono comunque importanti. Da una parte permettono ai clienti di vedere che il terapista ha seguito corsi specifici. Dall’altra permettono al terapista stesso di ottenere le opportune conoscenze per poter lavorare. Sono due i livelli di cristalloterapia da ottenere. Senza contare comunque i vari corsi di aggiornamento. Ciò che conta tantissimo comunque è la pratica, lo studio individuale delle discipline energetiche etc.

Aggiungo anche che, per diventare cristalloterapeuta, non è richiesto alcun tipo di percorso scolastico predefinito. Non è importante aver preso il diploma di scuola superiore e tanto meno quello universitario. Non ci sono requisiti minimi per partecipare infatti.

 

 

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