Cosa sono i Mandala?

Parola che arriva dal sanscrito e significa cerchio. I Mandala sono simboli altamente spirituali e rappresentano l’universo. Noti soprattutto nelle tradizioni spirituali dell’Induismo e del Buddismo ma non è difficile vedere persone di tutte le religione appassionarsi a questi disegni talmente belli da essere considerati spesso delle vere e proprie opere d’arte.

Non solo. I mandala sono terapeutici. Disegnarli o solo colorarli rilassa, rende più concentrati, creativi e capaci di ricordare le cose. E’ anche un modo per dedicare del tempo a se stessi.

Nella tradizione però il mandala viene realizzato con la sabbia colorata. Sono i monaci tibetani a portare avanti questa affascinante tradizione. Bellissimi certo ma, dopo poco che sono stati costruiti vengono distrutti. C’è un motivo dietro ed è quello di ricordarsi sempre che niente è eterno. Noi ovviamente possiamo tenere ciò che realizziamo, specialmente quelli più belli e significativi.

Si tratta di una tecnica di rilassamento molto apprezzata, che ci permette di portare a galla le nostre emozioni quando coloriamo. Sono in definitiva la rappresentazione del nostro mondo interiore.

Alcune curiosità sulla pratica di realizzare o colorare mandala

  • Si devono colorare dall’interno verso l’estero, proprio perché ci incoraggiano ad aprirci di più.
  • Potete scegliere voi come colorarli. Pastelli, tempere, colori acrilici, pennarelli, matite… a voi la scelta!
  • Si tratta di motivi geometrici o circolari. Non a caso La parola Manadala si traduce in cerchio e in centro.

Come realizzano i mandana i monaci tibetani

I monaci realizzano i mandala utilizzando sabbie colorate. Prima disegnano la figura e dopo usando cannunce dorate fanno cadere nei vari spazi la sabbia colorata. Scende perfettamente grazie al movimento della mano. Utilizzano varie cannucce di dimensioni diverse proprio per poter riempire nel modo giusto gli spazi, da quelli più sottili a quelli più larghi. I monaci possono impiegare giornate intere per finirli.Il mandala verrà poi distrutto durante una cerimonia finale. Le sabbie mescolate e gettate nel corso d’acqua.

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