Reiki negli ospedali

Il Reiki ormai è una tecnica energetica entrata a far parte di molti ospedali italiani. Viene proposto con lo scopo di aiutare il malato a rilassarsi e arrivare a un profondo equilibrio dal punto di vista del corpo, del mente e dello spirito.

Grazie al Reiki quindi, l’organismo del malato è stimolato affinché si muova verso un percorso di guarigione. E’ un importante passo avanti questo ma non c’è da sorprendersi molto perché sono davvero tanti i medici che nel corso della loro carriera hanno fatto la scelta di specializzarsi in una o più delle varie tecniche alternative e complementari.

Personalmente ho conosciuto un medico specialista che ha proseguito il proprio percorso con il Reiki, la cristalloterapia, i fiori di Bach e molto altro. La sua visione, così come la mia, è quella che il corpo deve essere guarito si con la medicina ufficiale, ma spesso le pratiche complementari aiutano ad affrontare meglio il percorso di guarigione e soprattutto, aiutano a combattere il problema alla radice, nel piano spirituale e psicologico.

Il Reiki viene usato per ridurre l’ansia e le tensioni fisiche. Può essere usato per trattare qualsiasi malattia e disturbo fino ad oggi conosciuto. Viene accostato alle terapie classiche proprio per migliorarne l’efficacia. Il suo scopo è quello di migliorare i risultati, riducendo gli effetti collaterali. Ha un certo effetto anche sulla riduzione del dolore e, cosa non poco importante, aumenta l’ottimismo e questo è importante quando c’è bisogno di rimettersi.

Il Reiki viene usato anche nei reparti oncologici per diminuire gli effetti negativi chemioterapici. Aiuta ad alleviare ansia, depressione e paura.

Reiki negli ospedali, come richiederlo?

Potete chiedere Reiki negli ospedali che hanno deciso di implementare questa pratica. Può essere effettuato il trattamento dal personale medico, dagli infermieri o anche dai volontari. In Italia, come in molti altri Paesi del mondo, viene praticato.

Alcuni ospedali che hanno inserito accolto il Reiki sono a Roma (al Regina Elena), a Milano (al San Carlo Borromeo), a Torino (presso l’Ospedale San Giovanni Battista e il C.O.E.S), ad Asti (Ospedale Cardinal Massaia nel reparto oncologico) e a Vicenza (per il recupero di tossicodipendenti e alcolisti).

In Italia sotto vari aspetti siamo ancora indietro. Pensate che negli Stati Uniti oltre 800 ospedali lo hanno implementato e in Svizzera, i trattamenti Reiki li passa la mutua o vengono rimborsati da alcune assicurazioni.

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