Pillole di spiritualità

Secondo Chakra – Svadhisthana, blocchi e armonizzazione del centro dei desideri

Il secondo chakra, conosciuto in sanscrito come Svadhisthana (vuol dire “collocato nel suo proprio posto“), è il centro delle emozioni, della creatività, del desiderio e del piacere sessuale. Un bellissimo fiore a sei petali color arancione che, proprio come tutti gli altri centri energetici del nostro corpo, può lavorare troppo o troppo poco.

In fin dei conti viviamo in un tempo difficile, poco concentrato su quelli che sono i nostri reali desideri. Noi stessi cerchiamo di nasconderli in ogni modo per compiacere i genitori, gli amici, la società. Non è raro quindi, trovare un secondo chakra bloccato o con una iperattività.

È importante se cercate l’equilibrio, armonizzare il secondo chakra con le giuste tecniche, dalla meditazione allo yoga, dalla cristalloterapia all’aromaterapia.

A livello fisico è posizionato poco sopra il pube. Gli organi principalmente collegati sono le gonadi, cioè le ovaie nelle donne e i testicoli negli uomini.

Indice:

Il secondo chakra, il centro del desiderio

secondo chakra_optMentre il primo chakra è fortemente legato alla sopravvivenza, di conseguenza all’atto sessuale visto come unico mezzo per garantire il proseguimento della specie, il secondo chakra è la sessualità che cerca il desiderio, il piacere. Il primo è legato all’energia maschile della sessualità, il secondo a quella femminile.

Nel 1° centro la sopravvivenza si sviluppa nella lotta, in Svadhisthana, nel trovare un rifugio sicuro.

Ad animare l’atto procreativo è il desiderio, il piacere, il sentimento. Il ventre che accoglie il frutto della procreazione però, è visto anche come il centro della creatività. Il luogo dove si sviluppano le idee, le quali sempre su questo piano trovano anche “voce”.

Un secondo chakra sano ci offre un collegamento armonico con la natura. È collegato anche a forme di creatività come il giardinaggio, le arti marziali, la danza, la fotografia, la pittura. In pratica è associato alla parte del cervello che governa la memoria a breve termine e le emozioni. Parte importante anche per l’apprendimento e la creatività.

Le emozioni vissute vengono associate agli eventi, ma anche al senso di individualità e distaccamento emotivo dagli altri. Da un punto di vista storico è associato al periodo in cui l’uomo ha smesso di vivere nelle caverne per creare tribù, avviando anche l’agricoltura.

Colore e simbolo di Svadhisthana

Il colore collegato a Svadhisthana è l’arancione. Simboleggia l’armonia, la creatività e la sessualità. È anche simbolo di equilibrio e vitalità, intesa come salute. Come potete vedere infatti, i collegamenti tra il colore e il chakra stesso sono molto forti.

L’arancione poi è il simbolo della fertilità e degli organi sessuali. Così come nello schema energetico dei chakra si trova tra il rosso (primo chakra) e il giallo (terzo chakra), anche nello spettro luminoso si posiziona tra questi due.

Essere in armonia con l’arancione significa essere persone in pace con se stessi, consapevoli dei propri pregi e difetti. Chi invece vi è in contrasto, si trova a ingigantire spesso i problemi.

Il simbolo del secondo chakra è un fiore a sei petali, nel quale è iscritto il cerchio. Secondo la tradizione cinese, questo numero simboleggia la manifestazione. In India è la rappresentazione della penetrazione del lingam alla yoni. In un certo senso quindi anche il ciclo continuo di morte e rinascita. Il cerchio poi, raffigura la manifestazione, la creazione in tutte le sue forme.

Corrispondenze del secondo chakra

Colore: Arancione

Posizione: poco sopra il pube, vicino l’osso sacro

Elemento: Acqua

Simbolo geometrico: Cerchio

Parti del corpo: Apparato urinario e sessuale.

Senso: Gusto

Profumo: Arancio e sandalo

Ghiandola: Gonadi

Loto: dai sei petali

Numero: sei

Pietre collegate: quelle arancioni, in particolare l’opale e l’ambra

Mantra: VAM

Funzione: procreazione, desiderio.

Cibi: liquidi

Nota: Rem

L’importanza del secondo chakra

Tutti i sette chakra sono fondamentali e, parlando “dell’importanza del secondo chakra” mi riferisco piuttosto a quelle che sono le sue particolarità. Ho già parlato abbastanza in questo articolo delle caratteristiche di Svadhisthana. Racchiude il desiderio sessuale, il voler trovare un riparo sicuro, vivere in comitiva. È il nostro istinto sociale, la vita che cavalca l’onda della passione e della creatività.

È il collegamento con la Madre Terra, il senso di fratellanza che, ancora da qualche parte sono certa esiste in tutti noi, verso piante, minerali, animali e persone. Il secondo chakra rappresenta la nostra prima casa, il sacco amniotico, dove siamo immersi nel liquido.

Un secondo chakra in armonia, come del resto le gonadi in buona salute, rendono una persona magnetica, luminosa, chiaramente in sintonia con se stessa.

Rappresenta la nostra parte animale. Un secondo chakra in armonia ci rende amici della terra e non più nemici (come purtroppo moltissime persone al mondo si sono trasformate). Essere lontani da questa nostra natura animale vuol dire che coviamo la rabbia, la paura per il prossimo, il desiderio di sottomettere prima di essere sottomessi.

Il secondo chakra quindi è la casa delle emozioni, le quali possono essere positive o negative anche a causa delle esperienze vissute, il contesto sociale, le amicizie, la famiglia etc.

Quando il secondo chakra è in armonia

  • Un secondo chakra equilibrato ci rende molto più tolleranti verso il prossimo, meno intimoriti dalle persone e più predisposti a dare fiducia, piuttosto che a toglierla senza alcun motivo.
  • Sentiamo un buon attaccamento, ma non morboso (malato) con la famiglia, gli amici e il pianeta stesso. Amiamo il nostro corpo, non lo violentiamo con pensieri negativi e tanto meno con atti di auto-violenza (abusi come quello dell’alcol o del fumo).
  • Riusciamo a seguire l’istinto. Alcune volte magari sbagliamo, ma non vuol dire che perdiamo fiducia. L’errore nasconde l’opportunità di comprendersi meglio, giorno dopo giorno.
  • Un buon equilibrio con la nostra vita sessuale. Non abbiamo paura di mostrarci per quello che siamo e di vivere a pieno la nostra sessualità. Il rapporto con il partner è sano, c’è rispetto e amore, senza possessività e desiderio di dipendere completamente dall’altro.
  • Abbiamo un buon rapporto con il cibo, evitiamo i prodotti che ci danneggiano e non cadiamo negli eccessi.
  • A livello fisico vescica, reni e organi riproduttivi sono sani. Quando le gonadi sono in buona salute, esse ci permettono di manifestare la nostra creatività e la continua espressione di noi.

Quando il secondo chakra è bloccato

Non è raro che, soprattutto per noi che viviamo in una cultura occidentale, Svadhisthana sia bloccato. Le pale di questo centro funzionano male, non viene attirata la giusta energia e noi ci sentiamo deboli, spossati, privati di alcune delle nostre doti innate.

  • Difficoltà a riconoscere il nostro lato animale e di conseguenza a provare rispetto e amore per noi stessi, gli altri esseri viventi e la terra.
  • Problemi che riguardano le gonadi, cosa che indica una probabile incapacità di trovare l’identità sessuale.
  • Problemi all’utero, la vescica, le ovaie e la prostata. Indicano il conflitto d’identità, non necessariamente sessuale. I problemi possono manifestarsi anche come impotenza, frigidità o istinti sessuali troppo forti.
  • Paura e rabbia dominano la vita, ci portano alla depressione e uno stato cronico d’ansia. Viviamo la vita come una lotta senza fine, nella quale non riusciamo mai a trovare serenità e dove tutti sembrano essere contro di noi.
  • Se abbiamo un secondo chakra bloccato, spesso soffriamo di dolori lombari, problemi circolatori, attacchi di panico o di ansia.

Non è detto però che il secondo chakra funzioni poco. Può darsi che lo squilibrio sia dovuto anche dall’iperattività. Ecco appunto che siamo soggetti ad attacchi di rabbia, sbalzi d’umore, ipersensibilità, ansia cronica a causa dell’intenso pensare e preoccuparci.

Come armonizzare il secondo chakra

Per armonizzare il secondo chakra non dobbiamo solo cercare di modificare i nostri comportamenti o domare le emozioni violente. Possiamo ottenere risultati certo, ma prima o poi ciò che abbiamo sotterrato dentro di noi uscirà fuori di nuovo. Dobbiamo quindi lavorare a livello energetico su questo centro energetico. Sarà automatico veder cambiare i nostri comportamenti e modi di rapportarsi con il mondo esterno.

Quando prendiamo un antidolorifico per i denti stiamo meglio, dopo qualche giorno il dolore scompare del tutto e possiamo andare avanti senza dentista per altri tre o quattro mesi, il dolore sembra essere scomparso. Ma un giorno torna. E dobbiamo decidere. Dopo gli antidolorifici e forse l’antibiotico, facciamo una visitina al dottore o rimandiamo ancora? Il dentista invece lavora sul dente, lo devitalizza, ottura o estrae proprio. In ogni caso il dolore non tornerà. Lo stesso funziona con i chakra. Lavora sul tuo comportamento sbagliato e otterrai benefici nel breve-medio termine, lavora sul chakra, gli avrai nel lungo periodo!

Ritrovare il contatto con l’elemento acqua

Per armonizzare il secondo chakra dobbiamo entrare in contatto con l’elemento acqua. Dobbiamo concederci tante belle lunghe nuotate in mare o in piscina. Può essere una buona idea quindi, iniziare a praticare questo sport. Non vasta però. Dobbiamo anche bere tanta acqua al giorno, rinunciando invece ad alcolici, bibite gasate e succhi di frutta acquistati al supermercato.

Meditare ogni giorno per 5 minuti

Dedichiamoci alla meditazione. Sediamoci per terra  o su una sedia, la cosa importante è che la schiena sia ben dritta. Inspiriamo ed espiriamo profondamente, lasciando uscire il suono della vocale O. Stimola il secondo chakra. Possiamo aiutare in fase meditativa degli oli essenziali da bruciare nell’ambiente attraverso i pratici diffusori, come l’essenza di arancio e di sandalo. Anche i cristalli arrivano in nostro soccorso durante la fase meditativa, possiamo utilizzare l’opale di fuoco, l’ambra, la corniola, il corallo e la pietra del sole.

Lavorare sul secondo chakra con i cristalli

Possiamo armonizzare il secondo chakra anche utilizzando i cristalli. Le pietre di supporto le abbiamo già viste qui sopra. Potete utilizzare la corniola, l’opale di fuoco o la pietra del sole. Oppure potete optare per le non-pietre ma ormai ritenute tali, cioè l’ambra e il corallo.

Scegliamo quella che desideriamo e sentiamo più adatta e acquistiamola. Non usiamo quelle già presenti in casa, ma prendiamone una nuova completamente dedicata a questo scopo. Altrimenti per utilizzarne una “vecchia”, dobbiamo purificarla, programmarla e caricarla. Io opto per il nuovo acquisto.

Consideriamo che va tenuta sempre all’altezza del secondo chakra, quindi è bene scegliere un esemplare piccolo e utilizzare magari un cerotto per tenerla bloccata. Una volta al giorno utilizziamo la pietra in meditazione.  Parlerò presto del riequilibrio del secondo chakra grazie alle sedute di cristalloterapia!


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