Trattamento a distanza, si può inviare a chiunque?

Ho già parlato di cos’è il trattamento a distanza, oggi voglio approfondire invece il discorso se si può inviare a chiunque si desidera oppure no. E’ un tema delicato e sotto trovate il paragrafo dedicato.

Con l’attivazione del secondo livello reiki ottenete tutte le informazioni che riguardano il terzo simbolo e grazie a lui potete effettuare i famosi trattamenti a distanza. Questo Shirushi annulla lo spazio e il tempo e usandolo potete trattare anche persone lontane da voi.

Per chi pratica Reiki è un trattamento molto affascinante, mentre per gli scettici resta un grande punto interrogativo che ne genera altri. Si perché il trattamento a distanza non prevede appunto la presenza fisica della persona trattata. Come può allora arrivare l’energia a una persona che magari, si trova all’altro capo del mondo?

Per spiegarlo, partiamo dal presupposto che tutti noi e tutto quello che ci circonda, è energia con una propria frequenza vibratoria, che appunto poi ci porta ad essere diversi. Noi non la percepiamo e non basiamo certo la nostra vita su questo concetto. Ciòc he separa esotericamente l’una e l’altra percezione è Maya, il velo dell’illusione cosmica. Con in terzo simbolo noi riusciamo a buttar giù almeno momentaneamente il velo nella nostra mente e lavorare con le energie, le vibrazioni che ci collegano a tutto il resto.

L’idea di mandare energia nel passato e nel futuro

Il terzo simbolo apre le porte dello spazio e del tempo. Nella pratica quella tramandata dal Maestro Usui, si parla di spazio a livello pratico, di tempo a livello teorico. Dobbiamo infatti concepire, anche solo per un istante, l’idea che tutto vive solo nel QUI e ORA, è un’illusione l’idea del passato e del futuro. Trattare quindi il “noi” del passato non guarisce il presente e il futuro. Tanto vale trattarci nel momento stesso in cui siamo.

Si può inviare il trattamento a distanza a chi si desidera?

Il poter inviare energia a persone lontane, spinge l’operatore a porsi l’importante domanda se può inviare il trattamento a distanza a chi desidera, anche senza il suo permesso. Ci sono due diverse idee contrastanti su questo argomento in realtà. Entrambe chiaramente hanno alla base la consapevolezza che il trattamento Reiki viene fatto per il bene dell’altro.

La prima è che l’individuo che sta dall’altra parte deve essere libero di scegliere come chiunque altro e perciò deve essere a conoscenza del fatto che qualcuno gli sta inviano Reiki. L’operatore che non avvisa, sta ledendo alla libertà di un individuo. Si traduce in pratica che, se una persona non vuole essere aiutata, noi abbiamo il diritto di rispettare la sua scelta e non aiutarla.

La seconda non ignora la libertà di scelta dell’individuo, ma lascia che sia l’energia a occuparsene. Effettua ugualmente il trattamento, ma l’energia Reiki essendo intelligente, deciderà se aiutare o meno la persona verso cui è indirizzata, in base alla sua intenzione di essere o no aiutata.

Personalmente mi affido alla prima teoria, nonostante la seconda sia piuttosto interessante. In poche parole prima d’iniziare un trattamento Reiki, dal mio punto di vista, è bene parlarne con la persona che sta per ricevere questa energia. Se questa si rifiuta di riceverla, allora la cosa migliore da fare è probabilmente non effettuare alcun trattamento.

Difficilmente comunque l’altro si rifiuta perché, chi conosce il Reiki raramente dice di NO, chi non lo conosce e gli si spiega cos’è, raramente dice di NO. Anche uno scettico solitamente accondiscende perché in fin dei conti se non ci crede, pensa che non cambierà proprio nulla.

Il problema arriva in realtà quando l’altro, sapendo cos’è il Reiki e dei suoi effetti, non vuole riceverlo perché non vuole essere aiutato. Si sta in pratica lasciando andare. In questo caso è meglio cercare di aiutarlo con il supporto morale.

Con questo non voglio comunque dire che una tecnica sia migliore dell’altra in modo assoluto, sto parlando da mio punto di vista e di quello che lo è per me. Vi consiglio di approfondire meglio la questione e di farvi una vostra personale idea.

Come si deve comportare chi riceve il trattamento?

La persona che sta ricevendo l’energia, ipotizzando appunto che ne sia consapevole, non deve fare niente di particolare se lo desidera. Può fare quello che vuole, anche le sue faccende quotidiane. Alcuni invece preferiscono godersi il momento mettendosi magari in posa meditativa, con luci soffuse e musiche leggere di sottofondo.

L’energia del Reiki in ogni caso arriva, su questo non ci sono dubbi. L’operatore Reiki invece può effettuare un trattamento a distanza esattamente come uno “di persona”, può scegliere quindi di fare un trattamento completo o parziale.

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