Primo Chakra – Muladhara, blocchi e armonizzazione della nostra radice energetica

Il primo chakra è il centro energetico della radice e con lui, inauguro la nuova sezione qui su Alchimia Delle Pietre, “Spiritualità ed energia”. Il concetto dei chakra è collegato alla religione induista, allo yoga e la medicina ayurvedica.

I sette chakra sono i principali centri di energia, traducendo la parola sanscrita cakra, si ottiene il significato di “ruota”, “cerchio” e “disco”. Ed è proprio così che sono raffigurati. Si espandono all’interno dell’aura, hanno la funzione di assorbire il prana universale e alimentare così tutto il campo energetico.

Muladhara, il 1° chakra, è posizionato tra i genitali e l’ano. Lo Hatha Yoga ad esempio, vede i chakra come delle tappe necessarie che la Kundalini (il serpente energetico attorcigliano alla base della nostra spina dorsare, proprio dove si trova il primo chakra) deve attraversare. Quando si desta, deve iniziare il suo percorso ascensionale e deve essere aiutata da alcune pratiche yogiche opportune.

Il primo chakra è la nostra radice

Spesso la struttura energetica del nostro corpo viene associata a un albero. La nostra spina dorsale è il tronco, la base, dove si trova il primo chakra, ospita le radici. Il settimo chakra è la chioma.

Così come Sahasrara (7 chakra, sulla sommità del capo) ci collega al divino, il mondo spirituale, Muladhara ci collega alla terra, il nostro piano materiale.

Ogni chakra è fondamentale perché, secondo le scritture vediche, il nostro corpo non potrebbe essere rifornito di energia senza di essi. Ovviamente non sono gli unici a comporre la struttura energetica dell’essere umano. La spina dorsale ad esempio è attraversata da Sushumna e intorno a lei si attorcigliano Ida e Pingala. Sono i tre Nadi principali. Di questo parlo in un secondo momento, ma il prima possibile!

Dicevo… il primo chakra è la nostra radice. E’ il collegamento diretto con la Terra, la Madre. Qui prende inizio Sushumna, con il suo ciclo eterno dal basso verso l’alto. E, una dormiente Kundalini vi è attorcigliata.

Il collegamento con la Terra è raffigurato dal simbolo stesso, il loto dai quattro petali con dentro racchiuso il quadrato. Viene quindi ribadita due volte la simbologia del quattro, rivolta alla materialità, la stabilità e il contatto con i propri antenati. Racchiude tutta l’essenza di Muladhara, la manifestazione universale.

Traduciamo letteralmente Muladhara e otteniamo di nuovo “radice”. Grazie al primo chakra noi abbiamo la possibilità costante di mantenerci collegati alla realtà materiale. A stabilizzarci, a desiderare quel contatto con le nostre radici.

Colore del primo chakra: il rosso

primo chakraùViene associato al colore nero e quello rosso, quest ultimo però è quello che meglio lo rappresenta. Il rosso è un colore dello spettro percepibile dal nostro occhio, ed è quello con la frequenza più bassa. Il primo chakra è infatti il centro energetico con una vibrazione molto vicina a quella materiale.

Il rosso è il colore della passione e dell’istinto di sopravvivenza. Un fuoco che arde e può così illuminare e riscaldare, ma allo stesso tempo distruggere per lasciar spazio al nuovo. Nella cristalloterapia si lavora sul primo chakra sia con le pietre rosso scuro, sia con le pietre nere. Potete trovare al link che segue l’elenco sempre aggiornato delle pietre collegate al primo chakra.

Corrispondenze del primo chakra

Sono state attribuite numerose corrispondenze al primo chakra, oltre al colore e il simbolo geometrico che abbiamo appena visto.

Colore: rosso / nero. il colore del primo chakra è il rosso. E’ il colore dalla frequenza più bassa, proprio come il primo chakra. La vibrazione è vicina a quella materiale. Il rosso rappresenta il colore dell’istinto, della sopravvivenza, della passione. Ma anche della distruzione. Alcune volte c’è bisogno di distruggere per far si che nuove fasi della vita possano venir fuori.

Elemento: l’elemento collegato al primo chakra è la terra. Le nostre radici energetiche vanno a fondersi in lei. Molto utile infatti l’esercizio del radicamento per scaricare a terra le nostre energie negative. La terra le convertirà!

Simbolo geometrico: rappresenta la delimitazione, ciò che è solido. E’ anche il simbolo della terra. Questo è il simbolo della manifestazione universale, dell’unione dei quattro elementi materiali.

Parti del corpo: colonna vertebrale, reni, vescica, gambe, piedi e parte finale dell’intestino.

Senso: olfatto

Profumo: chiodi di garofano, cipresso e cedro

Ghiandola: ghiandola surrenale

Loto: il loto dai quattro petali. Secondo la filosofia induista questo fiore rappresenta la fertilità, la spiritualità. E’ un fiore che nasce dal fango e ne esce puro, incontaminato. Nel primo chakra troviamo la prima fase della sua uscita da questa sostanza fangosa.

Numero: il numero collegato al primo chakra è il quattro. Come dicevo prima è l’essenza di Muladhara, della materialtà. Rappresenta le quattro stagioni, le quattro direzioni, i quattro elementi, i quattro venti. Molte cose in natura sono “quattro”.

Pietre collegate: quelle rosse e nere

Pianeta: Mercurio

Divinità: Dakini, la custode della realtà materiale e fisica

Animale: elefante e bue

Mantra: LAM

L’importanza del primo chakra

Corrisponde alle ghiandole surrenali e va a controllare le funzioni dell’istinto, così come le varie parti solide del nostro corpo. E’ importante lavorare molto su Muladhara, perché in questo modo possiamo ottenere una maggior fiducia nelle nostre capacità. Praticare il radicamento ad esempio, dona calma e coraggio.

Quando il primo chakra è in armonia, le ossa, i denti, l’intestino e i reni sono sani e forti. Al contrario quando vi è uno squilibrio, si ottiene insicurezza, poca fudicua e apatia. E’ importante che Muladhara funzioni bene, ma non vi è solo una situazione di equilibrio o di carenza. Può esservi anche un’energia iperattiva e questo porta all’attaccamento eccessivo a ciò che è materiale, una resistenza al cambiamento. Ogni più piccolo stravolgimento della realtà porta al “caos”, un senso di profonda insicurezza.

Il primo chakra rappresenta anche il nostro collegamento al passato. Quando è sano, si vivono i ricordi in modo armonico ma senza attaccamento. Non ci sentiamo più ossessionati da ciò che è stato, ma siamo in grado di lasciar andare e vivere nel presente. E’ la radice che ci collega ai nostri antenati, le persone care che non ci sono più.

Muladhara è in fin dei conti la potenzialità latente, se vogliamo fare un collegamento con gli Arcani Maggiori, diciamo che è collegato a Il Bagatto, la prima carta del mazzo. E’ il caos primordiale, dal quale ogni cosa può prendere vita ma allo stesso tempo ogni cosa si può riassorbire. Non si tratta di una distruzione negativa, ma necessaria per lasciar spazio al nuovo e al buono. Ciò che è sterile nella nostra vita deve essere lasciato andare, solo così si potrà accogliere qualcosa di fecondo e sano.

Quando il primo chakra è in armonia

  • Quando sentiamo il bisogno di mettere le radici in un posto che ci rende sicuri e felici, ma allo stesso tempo non ci neghiamo la possibilità di un cambiamento per una vita migliore.
  • Quando l’istinto di sopravvivenza è forte e sentiamo un attaccamento giusto alla vita (l’eccesso può avere una smisurata paura della morte).
  • Un buon rapporto con la madre biologica e la Madre Terra.
  • Rispetto per il proprio corpo e quello del pianeta
  • Struttura ossea forte e sana

Quando il primo chakra è bloccato

muladharaPassatemi il termine “bloccato”, il quale in questa specifica circostanza diventa sinonimo di “funzionalità scarsa”. Si parla quindi di un blocco energetico, il quale non consente più a Muladhara di fluire in modo libero. Ecco che noi iniziamo a sperimentare malesseri a livello psico-fisico. Da cosa si riconosce il blocco?

  • Struttura ossea poco solida, problemi ai denti, le ginocchia etc.
  • Una camminata poco fluida, rigidità nella zona bassa del corpo.
  • Problemi a livello economico, l’essere legati a un lavoro che odiamo e che non riesce a darci alcuna soddisfazione. Ci svegliamo la mattina con il morale a terra pensando a dove stiamo per andare.
  • Debolezza immotivata e perenne.
  • Incapacità di manifestare la propria personalità, i sentimenti e i pensieri per la paura di essere bollati come diversi o, peggio ancora, sconvenienti.
  • Rapporto sbagliato con la madre, di conflitto continuo.
  • Mancanza di autostima e amor proprio.
  • Disturbi alimentari.
  • Il non sentirsi mai a casa e la voglia quindi di spostarsi spesso, senza mai sentirsi a proprio agio in una terra o in mezzo a un popolo.

Da cosa deriva questo squilibrio? Non nasce a caso, non è una “predisposizione”, ma piuttosto una conseguenza del rapporto che vi è tra il singolo individuo e l’ambiente circostante, cioè tra la persona e la società.

Con società s’intende tutti coloro che non sono la persona, ma chi è vicino a essa (familiari, insegnanti, guide spirituali…). Quando vi è un conflitto, cioè la persona è inserita in un contesto “sbagliato” e “negativo”, ecco che possono esservi varie risposte. C’è chi agisce sfruttando il priorio senso di auto-difesa e si sposta, cerca una situazione più stabile e un terreno più fertile dove mettere le radici (chakra armonico), c’è chi si assopisce e accetta passivamente gli eventi (chakra bloccato) e chi infine inizia a vedere ogni ambiente e ogni gruppo sociale come potenzialmente pericoloso e lascia i sensi sempre sull’attenti, incapace di fermarsi (chakra iperattivo).

Il blocco può derivare anche da un disagio mentale, che può essere scaturito ad esempio dal giudizio del prossimo. Molte persone si trovano costrette a nascondere la loro vera natura per non sentirsi esclusi, diversi e socialmente inadatti. Tutto questo nascondersi porta inevitabilmente a un disagio, un malessere profondo. Se tutta questa situazione si protarae a lungo nel tempo, il problema può cronicizzarsi.

Come armonizzare il primo chakra

Esistono vari modi per armonizzare il primo chakra, ma la cosa importante da capire è che l’armonizzazione non si ottiene con una modifica delle proprie abitudini. Non è cercando di mettere le radici, di fingere la capacità di esprimere le idee che in realtà non è (ancora) nostra o modificando forzatamente il nostro modo di camminare che si risolve il problema. Quando il chakra si armonizza, questi aspetti cambiano da soli e in modo del tutto naturale. Non si lavora sul sintomo, ma sulla radice del problema. Ogni disciplina avrà sicuramente il suo metodo, io vi parlo di quelli che conosco e ho sperimentato!

Per prima cosa, dovete praticare attività fisica. Non è necessario iscriversi a uno sport o andare a correre ogni giorno, è sufficiente ad esempio dedicare una piccola parte della propria giornata a una bella camminata, magari nel bosco. E’ molto importante infatti il contatto con la natura, ricordatevi che la Terra è la madre comune di tutti, è la prima importantissima antenata. Quindi, il primo esercizio per armonizzare il primo chakra è il radicamento!

Come si fa il radicamento

Andate in un prato o un bosco, in una zona dove nessuno può disturbarvi (se proprio non aveta questa possibilità, praticatelo in casa, ma cercate di rispettare l’obbiettivo di fare l’esercizio in un angolo di verde!). L’esercizio dovete farlo seduti con la schiena ben dritta.

Dovete visualizzare che da Muladhara escono delle radici e vanno a unirsi al terreno. Prendete le energie buone che la terra ha da offrirvi e lasciate andare quelle negative che avete accumulato dentro di voi.

Sentite, vedete con gli occhi della mente le radici scendere sempre più a fondo, ora lentamente, ora velocemente. Superate i possibili ostacoli che potete incontrare. Continuate fino a quando non vi sentite bene. Poi, quando sentite che è ora di tornare in voi, “richiamate” le radici, le quali torneranno indietro più veloci.

Lavorare sul primo chakra con i cristalli

Infine, potete lavorare sul primo chakra con i cristalli. Questo è il mio secondo metodo preferito per lavorare su Muladhara. Poi ci sono le tecniche meditative, lo yoga, il disegno, la ripetizione di un mantra, l’alimentazione corretta, la riflessiologia plantare e chissà quante altre possibili tecniche per armonizzare il Chakra della Radice. Ho provato alcune tecniche meditative ma ottengo più soddisfazione dal radicamento. Ora invece, vi parlo dei cristalli!

Le pietre di supporto che aiutano a riequilibrare il primo chakra sono quelle rosse e quelle nere. Il cristallo per eccellenza che mi sento di consigliarvi è il diaspro rosso. A seguire l’onice nera, l’ematite, la corniola (di un bel rosso scuro), l’ossidiana nera e l’opale di fuoco.

Potete sceglierne una soltanto, quella che vi attrae di più. Acquistatene una nuova da utilizzare, da oggi in poi, solo per questo scopo. Oppure, se volete utilizzarne una che avete di già, purificatela e d’ora in poi usatela solo per l’armonizzazione di Muladhara.

Tenete la pietra scelta sempre in tasca, in questo modo è vicina al centro energetico. Fatelo per un mese intero, escludendo solo le ore notturne.

Durante il radicamento ricordatevi di tenerla tra le mani, posizionate come una coppa al cui interno vi è appunto la pietra. Vi aiuterà a radicarvi meglio e ad armonizzare il primo chakra. Anche quando meditate dovete tenerla con voi.

 

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